I Prossimi Congressi International Napoleon Days on Aesthetic Male Surgery

Dear Colleague,
We are currently organizing the first edition of the International Napoleon Days on Aesthetic Male Surgery that will be held in Portoferraio (Elba, Italy) on May 21st-22nd, 2010.We are inviting experts from most European countries to set up a rich scientific program that will allow to share and compare different techniques and personal experiences. The EU (European Union) includes 27 member states, 19 of which were somehow concerned with the Emperor Napoleon Bonaparte.The cover page shows a portrait of Napoleon that highlights how time and history can strike with no mercy. We think that wellness medicine and aesthetic surgery can really help every man to preserve his looks and appeal. Just remember that "the appeal of power" wears out those who don't have it.The arguments for male aesthetic surgery and wellness medicine are interesting, yet very numerous and not always known in depth by our scientific community.The Elba Island event will give us a chance to deepen our knowledge through two intensive days of lectures and debates.The friendly assistance of the European Federation of Napoleon Municipalities will also offer us a perfect opportunity to dive into history, while we all hope there will be also time to dive into the blue water of this beautiful island.We will certainly end up regenerated like the Napoleon depicted in the back cover page!
Mariano Bormioli
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Concordo pienamente con l’analisi di Mariano Bormioli. Comprendo che molti leggendo il suo ed i miei articoli possano pensare utopistica questa idea..credo invece sia molto più fattibile di quanto si possa credere. Vi sono in Italia alcune isole felici dove direttori generali “illuminati” hanno organizzato le cose in maniera veramente efficace ed in questa direzione. Una tra queste è l’Ospedale Borgo Trento di Verona dove è stata approntata una delibera che credo debba essere presa come modello per tutte le amministrazioni. Sia ben chiaro che non vi è obbligo alcuno per le aziende, si tratta di una scelta strategica. Ma dovrebbe essere chiaro che li dove vi sono degli spazi dedicati alla attività intramoenia e l’amministrazione non ritiene opportuno attivare in quegli spazi l’attività di chirurgia estetica, i chirurghi plastici devono rifiutarsi di effettuarla in intramenia allargata ma , dopo averlo comunicato alla azienda, aprire una partita IVA e fatturare regolarmente come se stessero in extramoenia. Si potrebbe su questo argomento chiedere collettivamente un parere legale o all’Ufficio delle Entrate o all’ ARAN o a entrambi.
Gaetano Esposito
Potete consultare qui la delibera di Verona .
Come da tempo era prevedibile, sta imperversando la guerra delle pubblicità in Medicina e Chi. Estetica.
La pubblicità martellante di società come “La Clinique”, “Nice Care” o “Villa Borghese”e altri sono espressioni di imponenti risorse imprenditoriali, verso le quali il singolo professionista non potrà mai competere per offrire al pubblico una corretta informazione:
Pertanto credo sia opportuno avviare una doverosa moratoria su questo tipo di pubblicità, come ad esempio si è già verificato in Spagna.Se l’assemblea non volesse percorrere questa strada, allora gli ospedalieri che abitualmente praticano l’attività libero professionale in ospedale anche per la chirurgia estetica (e quindi senza contributo regionale al DRG previsto per la chirurgia funzionale in regime intramoenia) dovranno attendere a mio avviso la prossima riforma della regolamentazione inerenti l’attività intramoenia (vedi Fazio) e quindi proporsi a livello interregionale con un cartello di prestazioni e di tariffe (max-min) e di pubblicizzarlo a nostra volta come Consorzio Italiano Chirurghi Ospedalieri, attraverso i canali della comunicazione per far sapere che nelle strutture dove pratichiamo la Chirurgia Estetica, ci sono tutti i servizi di diagnosi e cura utili all’utente compresa la Rianimazione, il Centro Trasfusionale etc.
Vorrei leggere il vostro parere in risposta, per preparare l’intervento della componente ospedaliera nell’ambito dell’assemblea.
Mariano Bormioli
Cari Amici,
come avrete certo saputo dalla segreteria SICPRE, il Consiglio Direttivo ha deliberato di convocare una Assemblea Straordinaria per il giorno 06.03.2010 a Roma alle ore 14.00, in sede ancora da definire; questo a seguito dell’ art.30 del D.L. Tremonti n°185/08 e succ. provvedimento del 2.9.09 per cui si rende necessario apportare delle modifiche statutarie, pena lo scioglimento della Società; l’Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza di 1/3 dei soci ordinari. All’Assemblea straordinaria partecipano solo i Soci in regola con il pagamento delle quote annuali. Il socio ordinario può farsi rappresentare in Assemblea e la delega può essere conferita unicamente ad altro socio ordinario; ciascun socio non può rappresentare più di un socio.
Inoltre, per disposizione del Presidente Andrea Grisotti, verrà convocata nello stesso giorno, immediatamente a seguire, un Assemblea ordinaria per proporre modifiche al Regolamento Attuativo.
Ho avuto l’incarico di indire la nostra riunione per le 11 dello stesso giorno.
Ritengo che questa sia un’occasione per organizzarci e far sentire anche la nostra voce. La nostra componente dovrebbe essere quella più numerosa e dovrebbe risultare determinante nel raggiungimento del quorum necessario: facciamo in modo che sia così!!! Chi non può intervenire , provveda almeno ad individuare un collega cui affidare la propria delega !
La prima voce dell’ordine del giorno credo debba essere, così come richiesto da molti di voi, l’approvazione di uno statuto. Ho provato, sia per facilità che per il fatto che è stato già collaudato , a copiare e trasformare , li dove necessario, quello dei liberi professionisti. Utilizziamo il tempo che ci separa dalla riunione per apportare le ulteriori necessarie modifiche così che il 6 marzo possa essere approvato. Inoltre attendo da voi eventuali altri argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Potete utilizzare sia il sito che le e mail. Invito coloro che non l’hanno ancora fatto a registrarsi sul sito. Coloro che trovano difficoltà a farlo possono scrivermi e provvedo io a farlo per loro.
A presto
Gaetano Esposito
A tutti i colleghi in intramoenia che effettuano interventi di chirurgia estetica:
Non siete stanchi di pagare il “PIZZO” allo stato sulla chirurgia estetica ?
Cari colleghi
Come ben saprete il 30 gennaio prossimo scadrà l’ennesima proroga per l’intramoenia allargata. Anche se sarebbe stato logico affrontare il problema prima del 30 novembre, data di scadenza per la scelta tra regime di extramoenia ed intramoenia non si ha notizia al momento di ulteriori proroghe.
In realtà la legge sul Governo Clinico (SCARICA)che ha concluso il suo iter nella XIII commissione sanità e sta per approdare al parlamento , e della quale forse sperano ‘approvazione prima del 31 gennaio (vedi nota ANNAO e CISL) prevede una liberalizzazione sull’intramoenia che prevederà questa volta tre fattispecie:
- regime di extramoenia
- regime di intramoenia allargata
- regime di intramoenia pura
Ancora una volta non vi è nella legge nessun accenno a disposizioni particolari riguardanti le attività escluse dai LEA ed in particolare la Chirurgia Estetica.
La novità è che la legge rimuoverà qualsiasi obbligo per le aziende , che saranno libere di attivare l’attività intramoenia o non attivarla o attivarla anche solo parzialmente.
E’ da tempo che esprimo nei più vari modi l’opinione che la chirurgia estetica non dovrebbe essere automaticamente considerata intramoenia allargata, perchè :
- i ricoveri in intramoenia allargata dovrebbero sempre avere comunque un DRG ed i DRG di estetica, per essendo presenti nella codifica IDC9 non risultano essere mai stati attivati.
- nessun apporto è dato dalle aziende a questa attività , pertanto le trattenute da essa praticate sono da considerarsi solo un “pizzo“.
- non è quantificabile il controllo sui livelli di attività tra chirurgia estetica in intramoenia ed istituzionale essendo la seconda non autorizzata in istituzionale.
- non vi è obbligo di chiudere la partita IVA per chi opta per l’attività intramoenia, pertanto l’attività di chirurgia estetica , ove fosse sancito che non fa parte dell’ intramoenia allargata, potrebbe essere praticata e fatturata normalmente come accade ora per le prestazioni occasionali. NON VI è ALCUN PROBLEMA FISCALE IN QUESTO SENSO : IL PROBLEMA RIGUARDA SOLO IL “RAPPORTO CON IL DATORE DI LAVORO”. E’ chiaro che in questo caso vi sarebbe da pagare l’ IRAP e si dovrebbe compilare il modello Unico non il 730.
La mia opinione è che è finalmente giunto il momento di uscire dalla ambiguità che finora ha caratterizzato questo settore e chiedere che le direzioni aziendali degli ospedali dove sono presenti reparti di chirurgia plastica operino una scelta strategica e si esprimino al riguardo scegliendo tra :
a)Nessuna attivazione della chirurgia estetica in ospedale e conseguente chiara autorizzazione all’espletamento della chirurgia estetica con fatturazione autonoma anche per coloro che hanno scelto l’esclusività di rapporto.
b)Attivazione della Chirurgia Estetica in regime di intramoenia vero, con ricoveri ed interventi dentro l’ospedale. In questo caso scegliere strategicamente tra:
- Formulazione di un tariffario aziendale , più o meno concorrenziale con le strutture private,(sarebbe un sistema eccezionale per combattere le “multinazionali della chirurgia estetica” !!!), per la corresponsione da parte del paziente delle quote relative all’utilizzo delle sale operatorie e delle stanze di degenza chiarendo anche l’obbligatorietà o meno del pagamento del confort alberghiero. Vi sono esempi di analoghi tariffari per altre specialità come odontoiatria, oculistica ecc.
- Collegamento della quota a carico del paziente come percentuale del DRG (50 , 70 o 100% ?) con la chiara determinazione del materiale protesico previsto ed incluso nel DRG stesso e la eventuale possibilità di attivare percentuali differenziate a secondo della inclusione o meno del singolo intervento nei LEA.
Credo che non dovremo in nessun caso accettare che la chirurgia estetica venga compresa nella intramoenia allargata. Ne tantomeno potremo accettare che sia esclusa la chirurgia estetica dalla intramoenia pura svolta in ospedale, perchè non presente nei LEA, ed autorizzata però in “intramoenia allargata” . Sanciamo unitamente che non vogliamo pagare il “PIZZO” !!!
Per quale ragione scegliere l’intramoenia deve diventare automaticamente “scelta di uscire fuori dalle leggi di mercato”?
E’ una scelta da fare adesso, perchè è ora che l ‘intramoenia allargata sta nascendo ed è ora che si decidetrà in che modo sarà istituzionalizzata. Il suo scopo è permettere l’intramoenia quando mancano gli spazi nell’ospedale. A monte della scelta se effettuare o meno la chirurgia estetica in ospedale vi è invece solo una scelta strategica alla quale le direzioni aziendali non devono potersi sottrarre!!
Se vi sono colleghi in grado di far suggerire un emendamento durante l’iter parlamentare di questa legge si deve muovere adesso!!
Io per me sono pronto ad iniziare, ed invito altri “temerari” a farlo, in assenza di chiare decisioni al riguardo da parte delle autorità preposte, a fatturare gli interventi di chirurgia estetica sul mio blocco fatture dopo aver fatto una comunicazione alla azienda al riguardo. Basta che il mio non sia un gesto isolato e trovi almeno qualche “compagno di cordata” ! Attendo le vostre opinioni ed il contributo di coloro che lavorano in “isole felici” dove questi problemi siano stati realmente risolti !!!!
Gaetano Esposito
L’intramoenia allargata è stata prorogata per un altro anno, ciò solo in parte smentisce alcune mie considerazioni del post precedente. Secondo molti, aldilà delle affermazioni di alcuni esponenti sindacali (leggi) , questa ennesima proroga non scaturirebbe solo dalla impossibilità di approvare in tempo utile la legge sul Governo Clinico ma anche e soprattutto da una scarsissima volontà di portarla avanti. Secondo alcuni si andrebbe , piuttosto che verso una istituzionalizzazione della allargata, verso una completa abolizione dell’istituto dell’intramoenia ed un assorbimento della indennità di esclusività nello stipendio , così come avvenne in anni non tanto remoti con l’indennità di tempo pieno. Se così fosse nessun problema per i chirurghi , qualche problema in più per le Direzioni degli Ospedali : Cosa fare dei Reparti dedicati alla Libera Professione già costruiti con notevoli investimenti ? Quanti chirurghi in un regime di liberalizzazione avranno interesse a spostare anche parte della loro attività dentro gli ospedali? Il quadro quindi cambia perchè i Direttori Generali si troveranno davanti ad una scelta : o riconvertire i reparti approntati dal momento che non sono più obbligatori, o farli funzionare con criteri imprenditoriali, dal momento che non sarebbe mai accettabile neanche un euro di deficit di questa origine. In questo contesto l’idea di organizzare dei servizi di Chirurgia estetica dentro gli ospedali diventa molto più concreta e fattibile. Il problema è però sempre lo stesso : manca una normativa di riferimento, Ho effettuato nei giorni scorsi una ricerca nelle varie realtà ospedaliere italiane dove avevo notizia si effettuassero interventi di estetica in ospedale ed ho trovato una miriade di interpretazioni ed adattamenti a volta comprensibili , altre volti estremamente ambigui. Spesso i chirurghi si sforzano, secondo me correndo grossi rischi, ad adattare le diagnosi ai codici IDC9 . Molte amministrazioni pensano di attivare questi servizi , ne parlano con i direttori dei reparti di chirurgia plastica , ma non hanno il coraggio di prendere iniziative concrete. Di base , ho notato, la nostra categoria ha un timore di base, una specie di tabù : il timore che per un dipendente pubblico l’effettuare interventi di Chirurgia Estetica non costituisca un diritto , ma un fatto silenziosamente tollerato, e che è quindi meglio non sollevare polveroni perchè potrebbe essere pericoloso. Io non condivido affatto questa interpretazione , che ci porrebbe di fatto in una condizione di sub-alternità nei confronti dei Liberi Professionisti , unici ad effettuare questa attività a pieno titolo. Credo che dobbiamo invece , unitamente , affermare questo nostro diritto e chiedere una normativa chiara , anche per quanto concerne la definizione di ciò che può e che non può essere fornito dal SSN , tenendo presente che in questo discorso non ci sono solo il bianco ed il nero ma mille tonalità di grigi e che , soprattutto, la responsabilità di queste scelte non può gravare solo sui responsabili di UOC. Basterebbe in questo momento una circolare ministeriale , o da parte dell’ARAN , o qualche altra cosa del genere , che autorizzi, più esplicitamente di quanto non è oggi , i Direttori Generali ad organizzare, dentro gli ospedali che hanno disponibilità di spazi, dei Servizi di Chirurgia Estetica con tariffari concordati con i chirurghi plastici e dettati non da assurdi ed impossibili quanto inutili collegamenti con i DRG , ma da criteri di economicità e produttività. In verità non ce ne sarebbe nemmeno bisogno, perchè credo che già oggi essi abbiano sufficienti prerogative per poterlo fare e credo che addirittura essi potrebbero, nell’attuale quadro normativo , autorizzare anche i chirurghi plastici in extramonia a tale attività .
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Assemblea E' stata indetta una assemblea dei Chirurghi Plastici Ospedalieri per il giorno 6 marzo alle ore 11 presso la sede del congresso Corte e prima della assemblea straordinaria della SICPRE. Si prega di dare la massima diffusione a questa notizia.
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